A cena con aquilani: le regole base

Ispirandoci ad alcuni famosi articoli del sito ilgiornaledelcibo.it abbiamo provato a scrivere e illustrare le 5 regole base per andare a cena con aquilani. Siamo fatti così, è inutile negarlo, dai, però siamo anche un popolo autoironico, vero? 🙂

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  1. Tà bussà coji pei. Devi bussare alla porta con i piedi. Detto in altro modo: le mani devono essere occupate nel portare qualche dono per l’aquilano che ti sta ospitando nella sua casa. Infatti il detto popolare dice: “se ve’ a casema ‘che me sci portato?’, se vengo a casta ‘che me fa trovà’?”. Quindi, corollario alla regola 1: se inviti un aquilano a casa tua, la regola funziona al contrario.
  2. Arrosticini. Che l’aquilano sia ghiotto di arrosticini lo sanno ormai anche le pecore, ma mi raccomando: gli arrosticini si preparano alla brace (meglio se sopra l’apposita canaletta), oltre a un po’ di sale non ci va null’altro, si impugnano con le mani e per orizzontale (abbiamo visto cose…), dieci arrosticini è la quantità che solitamente mangia un aquilano vegetariano per antipasto. E si chiamano arrosticini, non “rustǝllǝ”.
  3. Conversazione. Non ci sono problemi di conversazione con un aquilano, l’importante è che ogni argomento sia introdotto da parole chiave come “Essoquissu, Quissuesso o Dice che”, perché, si sa, L’Aquila è la capitale della “mamma deji cazzi dej’atri”.
  4. Qualità e quantità. Il cibo oltre a essere buono e di qualità deve essere anche tanto, perché non va bene “se aju piatto se vede lo bianco…” (se si vede la ceramica del piatto…).
  5. Genziana. Siamo alla fine del pasto. Forse, perché manca ancora una cosa fondamentale: se non c’è, rischia di rovinare tutta la serata, se è fatta in casa (e buona) è l’apoteosi: la genziana! Ah, un’accortezza: non mettere solamente un bicchierino, lascia la bottiglia in tavola. E al ristorante l’amaro deve essere offerto. Corollario alla regola 5: se proprio non hai una genziana, potrebbe andar bene anche una rattafia.

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Premio Verga d’Argento 2016

Il 5 Agosto 2016, per il progetto L’A, abbiamo ricevuto il Premio Verga d’Argento dal Comune di Castel del Monte durante la 57 edizione della Rassegna Nazionale degli Ovini. Un premio prestigioso soprattutto perché ci incoraggia a credere ancor di più nella promozione e nella valorizzazione del territorio aquilano e delle sue bellezze.

Per l’occasione abbiamo realizzato un flyer che descriva e sintetizzi l’evento che ogni anno richiama migliaia di persone (e di ovini) sul Gran Sasso d’Italia.

Proprio quest’ultimo, con lo skyline del borgo storico (uno dei più belli d’Italia) di Castel del Monte, compone lo sfondo della grafica.

In primo piano abbiamo ipotizzato un bizzarro podio della rassegna ovina: vince la fascia di Miss Pecora 2016 una simpatica ovina con in mano una verga e degli arrosticini.

Al secondo posto di questa particolare rassegna si piazza un cane pastore abruzzese, lo sceriffo del gregge, un omaggio alla recente scomparsa di Bud Spencer e del suo personaggio Bambino del film “Lo chiamavano Trinità” girato proprio in prossimità di Campo Imperatore.

Sul gradino più basso del podio troviamo un furbo lupo aquilano travestito da pecora, che però è ubriaco perché forse ha confuso l’ovino con “lo vino” (“il vino” in dialetto aquilano).

Premio Verga d’Argento 2016 ilcapoluogo.it

Video Rassegna Ovini 2016 LAQTV

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Sciccisu? Scopri l’assassino! – Il gioco ambientato a Ju Boss

Tra pochissime ore la cantina Ju Boss chiuderà per i lavori di ristrutturazione, siamo quindi andati nel locale per un’ultima partita a Sciccisu?, il gioco per astuti e astemi detective dell’Aquila ambientato all’interno del Boss!

Chi è stato l’assassino: Mariano in cucina o Ju Biondo nello scantinato? E qual è l’arma del delitto: panino con la frittata o il barattolo di uova?

Giocate con il nuovo gioco L’A e scoprite l’assassino! 🙂

REGOLAMENTO “Sciccisu? versione Ju Boss”
Un cliente deju Boss è stato ucciso!
Chi di voi riuscirà a smascherare il criminale?
7 indiziati, 7 possibili armi del delitto, 7 stanze della cantina da perlustrare.

Ogni giocatore dovrà svolgere la propria indagine.
Vincerà chi per primo svelerà:
a) il nome dell’assassino
b) l’arma utilizzata per commettere l’omicidio
c) il luogo in cui è stato commesso il delitto

Siate degli investigatori accorti,
effettuate le mosse con circospezione
e svelerete il mistero deju Boss!

“Sciccisu?” è stato realizzato come pretesto per il ricordo di un luogo, Ju Boss, che probabilmente, causa lavori, non sarà più come prima. Inoltre, essendo una citazione del famoso e storico gioco da tavola Cluedo, ne consegue che è solamente un prototipo unico e decisamente non in vendita o in qualsiasi forma commercializzato/distribuito (nè mai lo sarà, ovviamente).

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Sottobicchieri L’A

Nei più simpatici pub dell’Aquila trovi i sottobicchieri L’A per un brindisi in compagnia dei nostri aquilani preferiti. Iniziamo dai mitici Mario e San Lustio. Scopri tutti gli altri personaggi, collezionali tutti!

 

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Dell’Aquila, di L’Aquila o de L’Aquila?

Dell’Aquila, di L’Aquila o de L’Aquila?

Diciamo subito che tutte le forme sono corrette, o quanto meno non sono errate, e che c’è un confronto anche tra i linguisti.

La discussione si allarga in generale a tutti i nomi propri con l’articolo e la lingua italiana denota forse una carenza in queste situazioni: ad esempio si scrive “nei Promessi Sposi si narra di Renzo e Lucia” o “in I Promessi Sposi si narra di Renzo e Lucia”? E ancora: “Dante è l’autore de La Divina Commedia”, “di La Divina Commedia” o “della Divina Commedia”?

Proviamo a sintetizzare l’articolo “Uso delle preposizioni prima dei nomi propri che contengono un articolo” dell’Accademia della Crusca nelle tre forme che riguardano L’Aquila:

dell-aquila-di-laquila

  1. de L’Aquila: questa forma permette di mantenere “intatto” il nome “L’Aquila” ma la preposizione “de” nell’italiano moderno non esiste;
  2. di L’Aquila, a L’Aquila, su L’Aquila, da L’Aquila: anche queste forme permettono di mantenere il nome “L’Aquila” ma scrivere “di la”, “a la”, “su la” o “da la” appartiene a uno stile arcaico e analitico (queste prime due forme vengono addirittura escluse dal dizionario.rai.it);
  3. dell’Aquila, all’Aquila, sull’Aquila, dall’Aquila: in queste forme l’articolo (che c’è sempre, non sparisce) si unisce alla preposizione e riproduce fedelmente la pronuncia (vedi anche treccani.it.

È quindi preferibile quest’ultima forma, d’altra parte anche le più importanti istituzioni cittadine hanno adottato la dicitura “dell’Aquila” come L’Università degli Studi dell’Aquila e la Provincia dell’Aquila (questa per decreto).

Anche parlando abitualmente diciamo “lo zafferano dell’Aquila”, vado all’Aquila, i monumenti dell’Aquila ecc, così come diciamo “vado al Cairo”, “nei migliori bar dell’Avana”, “la Corte internazionale di giustizia dell’Aja”.

E La Spezia? Quest’ultima sembra fare eccezione proprio perché gli abitanti dicono di Spezia, eliminando del tutto l’articolo (fonte: dizionaripiu.zanichelli.it).

Ovviamente anche noi potremmo tornare a scrivere Aquila, ma secondo noi l’articolo e l’apostrofo ci identificano e ci differenziano e poi ci piace L’A 🙂

Voi quale forma preferite?

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Buone feste da L’A

L’A vi augura di trascorrere delle serene feste e che sotto l’Albero di Natale possiate trovare i vostri desideri. Noi speriamo che Babbo Natale non si confonda e riconosca il nostro particolare albero, realizzato semplicemente con spillette colorate e una t-shirt! 😉

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