La gommadamasticare Belvedere

All’Aquila non abbiamo un ponte importante e bello, noto anche fuori le mura, come ad esempio il ponte di Brooklyn. Anzi, ne abbiamo uno piuttosto bruttino, che forse è meglio chiamarlo cavalcavia, che passa anche sopra una casa (o se preferite la casa passa sotto al ponte). È il ponte Belvedere, ma noi lo abbiamo voluto raccontare come se fosse un famosissimo ponte, come quello di Brooklyn appunto. Abbiamo così realizzato la parodia delle famose chewing gum del ponte, le nostre gomme da masticare, il ciuingam Belvedere, e i gusti non potevano che essere tipici (e improbabili) sapori aquilani: arrosticino, zafferano, genziana e novità alle 99 cannelle.

Vabè il ponte Belvedere non è proprio il massimo dell’architettura, però se ci sali sopra, guarda che panorama fra’! 😉 Se chiama Belvedere apposta!!!

Ilcapoluogo.it ha dedicato un articolo al ciuingam Belvedere: www.ilcapoluogo.it/2016/10/03/belvedere-la-gomma-al-gusto-arrosticino

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La parnanza ecologica Pecora alla Cottora

L’A Parnanza, con la ricetta della pecora alla cottora, è realizzata con materiale eco 100% Cotone!

Sul petto è stampata la simpatica Pecora alla Cottora, antico piatto dell’Aquila, e sulla coscia, invece, c’è la ricetta per prepararla.

La ricetta, scritta in dialetto aquilano, è stampata al contrario per poterla leggere facilmente da chi la indossa (vedi foto): chi l’indossa si scoscia! 😉

Ideale per pavoneggiarsi durante le cene con gli amici!

parnanza-pecora-2016

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Karaoke Aquilano

Ispirati da Imagine.Pavia.it e dall’evento “Una città per John Lennon” abbiamo tradotto in dialetto aquilano la canzone Image. In seguito abbiamo riscritto in aquilano altri famosi brani: provate anche voi a fare il karaoke aquilano! 😉

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Restyling Kit L’Aquila Calcio

Abbiamo ideato un concept per un ipotetico restyling delle divise dell’Aquila Calcio per i 90 anni dalla fondazione (1927):

Per la maglia Home da utilizzare nel nuovo stadio “Gran Sasso d’Italia – Acconcia” si propongono i classici colori rosso-blu, presenti sin dalla nascita.
Per la divisa Away si riprende lo stile di una maglia utilizzata durante gli anni ’80 (foto di t-shirt originale) bianca con bande rosso-blu orizzontali.
Per la terza maglia proponiamo l’utilizzo del nero-verde, i colori ufficiali della città dell’Aquila, con uno skyline dei suoi monumenti nella parte bassa.

Merchandising not official and not for sale.

 

Fonte: antoniofruci.com

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A cena con aquilani: le regole base

Ispirandoci ad alcuni famosi articoli del sito ilgiornaledelcibo.it abbiamo provato a scrivere e illustrare le 5 regole base per andare a cena con aquilani. Siamo fatti così, è inutile negarlo, dai, però siamo anche un popolo autoironico, vero? 🙂

regole-cena-laquila-la

  1. Tà bussà coji pei. Devi bussare alla porta con i piedi. Detto in altro modo: le mani devono essere occupate nel portare qualche dono per l’aquilano che ti sta ospitando nella sua casa. Infatti il detto popolare dice: “se ve’ a casema ‘che me sci portato?’, se vengo a casta ‘che me fa trovà’?”. Quindi, corollario alla regola 1: se inviti un aquilano a casa tua, la regola funziona al contrario.
  2. Arrosticini. Che l’aquilano sia ghiotto di arrosticini lo sanno ormai anche le pecore, ma mi raccomando: gli arrosticini si preparano alla brace (meglio se sopra l’apposita canaletta), oltre a un po’ di sale non ci va null’altro, si impugnano con le mani e per orizzontale (abbiamo visto cose…), dieci arrosticini è la quantità che solitamente mangia un aquilano vegetariano per antipasto. E si chiamano arrosticini, non “rustǝllǝ”.
  3. Conversazione. Non ci sono problemi di conversazione con un aquilano, l’importante è che ogni argomento sia introdotto da parole chiave come “Essoquissu, Quissuesso o Dice che”, perché, si sa, L’Aquila è la capitale della “mamma deji cazzi dej’atri”.
  4. Qualità e quantità. Il cibo oltre a essere buono e di qualità deve essere anche tanto, perché non va bene “se aju piatto se vede lo bianco…” (se si vede la ceramica del piatto…).
  5. Genziana. Siamo alla fine del pasto. Forse, perché manca ancora una cosa fondamentale: se non c’è, rischia di rovinare tutta la serata, se è fatta in casa (e buona) è l’apoteosi: la genziana! Ah, un’accortezza: non mettere solamente un bicchierino, lascia la bottiglia in tavola. E al ristorante l’amaro deve essere offerto. Corollario alla regola 5: se proprio non hai una genziana, potrebbe andar bene anche una rattafia.

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